IL SAPORE DELLA POESIA IN ABBAS KIAROSTAMI di Anna Albertano

 

Evento dedicato al regista e poeta iraniano dall’Associazione Culturale Zeicon, insieme a MC.Archivio e Iranian Independents, in collaborazione con SNCCI gruppo Emilia- Romagna/Marche, il 1° dicembre 2016 alle ore 18 presso il Cinema Europa di Bologna

Sono intervenuti Anna Albertano, Luisa Ceretto, Faezeh Mardani, Gabriele Veggetti

Il sapore della poesia in Abbas Kiarostami è l’occasione per rendere omaggio al grande regista e poeta, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere e di seguire nel tempo, alla sua poesia in versi e per immagini… Nei versi come nelle immagini la poesia di Abbas Kiarostami è scarna ed essenziale, un canto solitario sui temi universali dell’uomo, sui dilemmi e le inquietudini dell’esistenza… Abbas Kiarostami era un poeta a partire dallo sguardo, attraverso cui sapeva cogliere la profondità della natura, talvolta la sua meraviglia, la poeticità del reale…” Anna Albertano

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“Per me che sono stata per più di quindici anni interprete, in Italia, ma anche come amica, collaboratrice e soprattutto come grandissima ammiratrice della sua opera e della sua creatività è molto difficile parlare di Abbas Kiarostami. Credo che al mondo manchi veramente qualcosa da quando lui non c’è, ma per fortuna ha lasciato una meravigliosa eredità di se stesso, perché la sua generosità nel creare e nel vivere la vita con grande intensità, ha fatto sì che potesse produrre un’opera cinematografica ricca e bella lasciando al mondo intero un complesso di immagini visive, fotografiche, negli ultimi trent’anni, e anche il suo sguardo poetico al mondo e all’esistenza. Perché il suo sguardo poetico abbracciava e portava dentro di sé tutte le sue espressioni artistiche. Non c’è un’espressione artistica sin dalle immagini grafiche di quando ha iniziato a lavorare che non abbia in sé qualche senso mistico della poesia, che nella sua vita era veramente l’elemento fondamentale. La sua poesia è l’espressione del modo di percepire la realtà umana; ho pensato e ripensato e mi è molto difficile cogliere qualcosa di particolare, dei tanti momenti in cui sono stata vicina a lui per ragioni lavorative, di amicizia. Ho cercato di trovarvi qualcosa di molto nascosto, ma al contempo incisivo nel suo essere Kiarostami come lo era, una persona adorata da tutti coloro che lo conoscevano, dagli amici, dagli ammiratori da chiunque gli si avvicinasse, tutti rimanevano affascinati dalla sua figura artistica e umana…e mi sembra che il suo senso di complicità e il suo guardare l’universo attraverso l’altro, chi è di fronte, ha fatto di lui quello che era. Per lui, come ad esempio nel film, Dov’è la casa del mio amico? la salvezza dell’uomo è nella salvezza dell’altro, rischiando tutto però salvando ciò che si può salvare, l’amicizia, la relazione. Se noi percorriamo il suo cinema, la sua poesia, possiamo constatare che il centro, il perno della sua creatività è il suo legame con l’altro, con l’altra persona…in tutti i finali dei suoi film sembra che ci voglia abbracciare, portare con sé. La relazione, il legame, la complicità costituisce per Kiarostami il senso della vita di un essere umano, e questo fa di lui una persona eccezionale, unica…” Faezeh Mardani

E’ seguita la proiezione di 76 minutes and 15 seconds with Kiarostami (2016) di Seifollah Samadian Take me home (2016) di Abbas Kiarostami

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Take me home (2016) di Abbas Kiarostami

 

 

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